Ristorante di pesce sul lungomare barese, con clientela metà turistica e metà locale: il sito ruota attorno al pescato del giorno, l’unica cosa che cambia davvero ogni sera.
Arezzo ha un evento che le riempie la città una volta al mese, tutto l'anno: la Fiera Antiquaria della prima domenica. È una regolarità commerciale che pochissime città italiane possono vantare, e che sul sito va sfruttata.
La Fiera Antiquaria porta decine di migliaia di persone il primo fine settimana di ogni mese, con una prevedibilità che permette di pianificare menu, personale e comunicazione. Chi lavora intorno a Piazza Grande e in centro dovrebbe avere una pagina che parla esplicitamente di quel weekend, perché "dove mangiare fiera antiquaria Arezzo" è una ricerca reale e ricorrente. A questo si aggiungono la Giostra del Saracino, il turismo d'arte legato a Piero della Francesca e alla basilica di San Francesco, e un tessuto orafo che genera domanda di lavoro. Saione, Pescaiola e la zona Giotto hanno una ristorazione di quartiere con dinamiche di prossimità. La cucina aretina ha piatti poveri e riconoscibili — acquacotta, grifi, scottiglia — che il visitatore non conosce e che vale la pena spiegare invece che dare per scontati.
Non tutte le zone valgono uguale: Centro e Piazza Grande, Saione, Pescaiola raccolgono la parte più consistente della domanda, e ognuna con un pubblico diverso. Chi si trova appena fuori dal perimetro più battuto ha un vantaggio da giocare — meno concorrenza, clienti che cercano apposta l’alternativa — ma solo se dichiara con precisione dove si trova e quanto ci si mette ad arrivarci.
Il visitatore cerca il territorio e lo cerca per nome: acquacotta, pici, grifi all'aretina, scottiglia, chianina sono termini digitati ogni giorno. La differenza tra elencarli nel menu e dedicargli una pagina che li spiega è la differenza tra comparire e non comparire in quelle ricerche.
Ritmo mensile scandito dalla Fiera Antiquaria, con picchi aggiuntivi in giugno e settembre per la Giostra del Saracino. Primavera e autunno sono le stagioni migliori per il turismo d'arte. Luglio e agosto sono caldi e più deboli in centro, mentre gli agriturismi del Casentino e della Valdichiana lavorano.
I momenti dell’anno da presidiare con anticipo:
Un locale che pubblica una pagina dedicata a queste occasioni, con la disponibilità aperta in anticipo, intercetta ricerche che ricorrono ogni anno nelle stesse settimane.
Per un locale di Arezzo il percorso che consigliamo è questo:
Lavoriamo con trattorie toscane, osterie, pizzerie, agriturismi. Su un mercato di visita l’ostacolo non è convincere ma farsi capire: chi arriva non conosce né il locale né la zona, e ha bisogno di sapere in dieci secondi che tipo di cucina è, quanto si spende e se c’è posto stasera.
Tra i nostri siti dimostrativi, questo è il formato più vicino a molti locali di Arezzo.
Ristorante di pesce sul lungomare barese, con clientela metà turistica e metà locale: il sito ruota attorno al pescato del giorno, l’unica cosa che cambia davvero ogni sera.
Il sito è la vetrina che lavora 24 ore al giorno: struttura, menu e contatti pensati per trasformare le visite in coperti.
Un menu che si aggiorna in tempo reale, si legge senza zoom e porta traffico organico su ogni singolo piatto.
La maggior parte dei clienti arriva dalla mappa, non dal sito: sistemiamo scheda Google, recensioni e segnali locali.
Sito lento, vecchio o non responsive? Lo rifacciamo conservando ogni posizione già guadagnata su Google.
Sì, e non è un dettaglio: in una città visitata la quota di clientela straniera è alta e la ricerca in lingua avviene spesso prima della partenza, quando la decisione è ancora aperta. Il minimo indispensabile è il menu tradotto e le informazioni pratiche — orari, posizione, come prenotare — in inglese.
Su entrambi, ma con contenuti diversi. Il turista cerca prima di arrivare e sceglie su foto, menu tradotto e recensioni recenti; il cliente abituale cerca orari e novità. Sono due percorsi diversi sullo stesso sito, e provare a servirli con la stessa identica pagina è il motivo per cui molti siti non convertono né gli uni né gli altri.
Il listino è identico in tutta Italia: da 290 € per il menu digitale con QR code, 890 € per il sito vetrina completo, 1490 € per il progetto completo. Il dettaglio completo è nella pagina prezzi. Quello che cambia da città a città non è il costo del sito, ma quanto lavoro serve sui contenuti per posizionarsi: ad Arezzo le priorità sono quelle descritte qui sopra.
Analizziamo gratuitamente il tuo sito e la tua scheda Google, e ti mandiamo cosa stanno facendo meglio i concorrenti che ti superano.