Un locale serale a Porta Romana con banco da otto posti e una sala da trenta coperti: il sito doveva far percepire il livello prima ancora di leggere il menu.
Napoli è la capitale mondiale della pizza e il termine “pizzeria napoletana” è cercato ogni giorno da migliaia di turisti che arrivano in città con una lista già pronta sul telefono.
Qui il problema non è farsi trovare per la parola “pizzeria”, ma battere le liste dei blog e delle guide che occupano i primi posti. Le pizzerie storiche vincono con recensioni, foto reali del forno e una scheda Google curata; i locali di Chiaia e del Vomero puntano invece su ricerche più specifiche come “pizza gourmet” o “ristorante di pesce”. Un sito veloce, con menu leggibile senza pinch-to-zoom e il pulsante “indicazioni stradali” sempre a portata di pollice, converte molto più di una pagina social. La pizza è insieme la forza e la trappola del mercato napoletano: essere una pizzeria a Napoli non distingue nessuno, perché lo sono tutti. Ciò che distingue è il come — impasto, forno, farine, tempi di maturazione — ed è esattamente quello che il pubblico appassionato cerca e legge prima di scegliere. Nel centro storico la concorrenza è la più densa d'Europa per metro quadro; a Chiaia e al Vomero il pubblico è più cittadino, con una disponibilità di spesa più alta e un'attenzione maggiore all'ambiente e al servizio.
Non tutte le zone valgono uguale: Centro storico, Chiaia, Vomero raccolgono la parte più consistente della domanda, e ognuna con un pubblico diverso. Chi si trova appena fuori dal perimetro più battuto ha un vantaggio da giocare — meno concorrenza, clienti che cercano apposta l’alternativa — ma solo se dichiara con precisione dove si trova e quanto ci si mette ad arrivarci.
Il visitatore cerca il territorio e lo cerca per nome: pizza napoletana, ragù, genovese, frittatina, babà sono termini digitati ogni giorno. La differenza tra elencarli nel menu e dedicargli una pagina che li spiega è la differenza tra comparire e non comparire in quelle ricerche.
Domanda alta tutto l’anno, con massimi tra marzo e settembre e nelle settimane natalizie legate al turismo dei presepi di San Gregorio Armeno. Il periodo natalizio, con San Gregorio Armeno, è il momento in cui il centro storico raggiunge la massima densità di visitatori dell'anno.
I momenti dell’anno da presidiare con anticipo:
Un locale che pubblica una pagina dedicata a queste occasioni, con la disponibilità aperta in anticipo, intercetta ricerche che ricorrono ogni anno nelle stesse settimane.
Per un locale di Napoli il percorso che consigliamo è questo:
Lavoriamo con pizzerie storiche, friggitorie, ristoranti di pesce, trattorie tipiche. Su un mercato di visita l’ostacolo non è convincere ma farsi capire: chi arriva non conosce né il locale né la zona, e ha bisogno di sapere in dieci secondi che tipo di cucina è, quanto si spende e se c’è posto stasera.
Tra i nostri siti dimostrativi, questo è il formato più vicino a molti locali di Napoli.
Un locale serale a Porta Romana con banco da otto posti e una sala da trenta coperti: il sito doveva far percepire il livello prima ancora di leggere il menu.
Il sito è la vetrina che lavora 24 ore al giorno: struttura, menu e contatti pensati per trasformare le visite in coperti.
Un menu che si aggiorna in tempo reale, si legge senza zoom e porta traffico organico su ogni singolo piatto.
La maggior parte dei clienti arriva dalla mappa, non dal sito: sistemiamo scheda Google, recensioni e segnali locali.
Sito lento, vecchio o non responsive? Lo rifacciamo conservando ogni posizione già guadagnata su Google.
Sì, e non è un dettaglio: in una città visitata la quota di clientela straniera è alta e la ricerca in lingua avviene spesso prima della partenza, quando la decisione è ancora aperta. Il minimo indispensabile è il menu tradotto e le informazioni pratiche — orari, posizione, come prenotare — in inglese.
Su entrambi, ma con contenuti diversi. Il turista cerca prima di arrivare e sceglie su foto, menu tradotto e recensioni recenti; il cliente abituale cerca orari e novità. Sono due percorsi diversi sullo stesso sito, e provare a servirli con la stessa identica pagina è il motivo per cui molti siti non convertono né gli uni né gli altri.
Il listino è identico in tutta Italia: da 290 € per il menu digitale con QR code, 890 € per il sito vetrina completo, 1490 € per il progetto completo. Il dettaglio completo è nella pagina prezzi. Quello che cambia da città a città non è il costo del sito, ma quanto lavoro serve sui contenuti per posizionarsi: a Napoli le priorità sono quelle descritte qui sopra.
Analizziamo gratuitamente il tuo sito e la tua scheda Google, e ti mandiamo cosa stanno facendo meglio i concorrenti che ti superano.