Una pizzeria storica con tre generazioni alle spalle: il sito doveva trasmettere il calore del locale senza rinunciare a menu consultabile e contatto immediato.
A Roma la concorrenza nella ristorazione è la più alta d’Italia e il traffico turistico è costante tutto l’anno: chi cerca dove mangiare lo fa dallo smartphone, camminando, a pochi minuti dal locale.
Un ristorante di Trastevere compete nella stessa manciata di risultati con decine di trattorie nel raggio di 300 metri, mentre a Prati o all’EUR il pubblico è fatto soprattutto di uffici e pause pranzo infrasettimanali. Le due situazioni richiedono siti diversi: nel centro storico servono menu multilingua, foto forti e prenotazione immediata; nei quartieri direzionali contano il menu del giorno, l’orario e la formula pranzo ben visibili. Il divario tra centro storico e quartieri è enorme e va gestito con contenuti diversi: nel primo miglio intorno ai monumenti il rischio è finire confusi con i locali da menù turistico, e l'unico antidoto è la precisione — provenienza dei prodotti, prezzi in chiaro, cucina romana dichiarata per nome. Fuori dal centro, a Prati, San Giovanni o al Pigneto, la partita si gioca sulla ricerca di quartiere, dove la concorrenza è più bassa e la fedeltà del cliente molto più alta. Va aggiunto che a Roma la consegna a domicilio ha una penetrazione tra le più alte d'Italia: chi la usa dovrebbe avere un menu proprio raggiungibile senza passare dalle piattaforme, che trattengono margine e dati del cliente.
La domanda si concentra su Trastevere, Testaccio, Monti, e chi cerca lo fa quasi sempre nominando la zona invece della città. È un dettaglio che sembra minimo e non lo è: una pagina che dice esplicitamente in che zona si trova intercetta ricerche che una descrizione generica lascia ai concorrenti.
Le specialità sono la porta d’ingresso più semplice: cacio e pepe, carbonara, amatriciana, pizza al taglio, supplì hanno un pubblico che le cerca già decise. Chi le pubblica in HTML, spiegate in due righe ciascuna, compare in quelle ricerche senza spendere un euro in pubblicità.
Il picco di ricerche è tra aprile e ottobre, con un secondo picco nelle festività natalizie e durante i grandi eventi giubilari e sportivi. Le settimane di ponte e le festività religiose concentrano picchi molto forti, mentre agosto resta il mese in cui la città si svuota di residenti e resta ai visitatori.
I momenti dell’anno da presidiare con anticipo:
Un locale che pubblica una pagina dedicata a queste occasioni, con la disponibilità aperta in anticipo, intercetta ricerche che ricorrono ogni anno nelle stesse settimane.
Per un locale di Roma il percorso che consigliamo è questo:
Lavoriamo con trattorie romane, pizzerie al taglio, ristoranti gourmet, enoteche con cucina. In una città visitata conviene dire subito le cose che altrove si danno per scontate: orari festivi reali, lingue parlate in sala, prezzo medio. Sono le informazioni che fanno scegliere quando il cliente ha cinque alternative aperte nella stessa via.
Tra i nostri siti dimostrativi, questo è il formato più vicino a molti locali di Roma.
Una pizzeria storica con tre generazioni alle spalle: il sito doveva trasmettere il calore del locale senza rinunciare a menu consultabile e contatto immediato.
Il sito è la vetrina che lavora 24 ore al giorno: struttura, menu e contatti pensati per trasformare le visite in coperti.
Un menu che si aggiorna in tempo reale, si legge senza zoom e porta traffico organico su ogni singolo piatto.
La maggior parte dei clienti arriva dalla mappa, non dal sito: sistemiamo scheda Google, recensioni e segnali locali.
Sito lento, vecchio o non responsive? Lo rifacciamo conservando ogni posizione già guadagnata su Google.
Sì, e non è un dettaglio: in una città visitata la quota di clientela straniera è alta e la ricerca in lingua avviene spesso prima della partenza, quando la decisione è ancora aperta. Il minimo indispensabile è il menu tradotto e le informazioni pratiche — orari, posizione, come prenotare — in inglese.
Su entrambi, ma con contenuti diversi. Il turista cerca prima di arrivare e sceglie su foto, menu tradotto e recensioni recenti; il cliente abituale cerca orari e novità. Sono due percorsi diversi sullo stesso sito, e provare a servirli con la stessa identica pagina è il motivo per cui molti siti non convertono né gli uni né gli altri.
Il listino è identico in tutta Italia: da 290 € per il menu digitale con QR code, 890 € per il sito vetrina completo, 1490 € per il progetto completo. Il dettaglio completo è nella pagina prezzi. Quello che cambia da città a città non è il costo del sito, ma quanto lavoro serve sui contenuti per posizionarsi: a Roma le priorità sono quelle descritte qui sopra.
Analizziamo gratuitamente il tuo sito e la tua scheda Google, e ti mandiamo cosa stanno facendo meglio i concorrenti che ti superano.